domenica 27 aprile 2008

sveglia

Promessa. Promessa.
Ci vogliono due paia di palle per averci a che fare.
Un paio per farla e un paio per mantenerla.
Ma ci sono stati giorni di merda anche questa settimana. Giorni balordi, sozzi, tristi.
Ce n’è stato uno però che mi è piaciuto un boato. Ieri. Non tutto, a dire il vero, solo la serata.
C’era “Halloween – The Beginning” nel lettore divx, la mia amica Mini e il mio amico Lupo davanti alla tv. Una coca in mano e uno spin negativo ai coglioni.

Comincia il filmozzo e la tipa ride. Il tipo dice che, cazzo, ‘sto bambino mette i brividi.
Io che ci ho le palle girate faccio finta di non sentirli.
Poi però c’è la prima vittima, e la storia (e la serata) parte: tre morti massacrati in tre minuti. Un massacro al minuto che nemmeno Rambo. E quel bambino con la maschera da Clown a sgozzare e pugnalare e sangue e sangue sangue…
Lupo fa: mi sto sentendo male. Non finisce la frase ché sta già in fibrillazione: gli occhi fuori dalle orbite, ognuno fisso per i cazzi suoi, e un leggero ma sgradevole tremolio a gambe e braccia. Sta svenendo o sta avendo un attacco epilettico.

Emofobia, dice Mini, soffre di emofobia, m’ero scordata.
Brava la stronza.

Mi alzo, gli metto le gambe tra le mie e stringo le ginocchia. E poi ci do giù come un orbo a suon di schiaffi. Uno due cinque diciotto ne ho contati una trentina prima di distrarmi: non ho mai goduto così tanto.

È rimasto svenuto una cosa come dieci secondi e mi ha ringraziato per ore: dice che di solito si spara dieci barra venti minuti di oblio. Grazie, dice, hai fatto bene a mantenere il sangue freddo.
Ma che figa ti ringrazi, cazzone, che se tutto va bene per ferragosto hai ancora i segni delle mie dita sulla faccia!

Vabbe’, affanculo, il film poi me lo sono finito da solo, ché lui e Mini sono andati a piangersela di là.
Epperò questo prurito nelle mani, questo piacevole bruciore…

Oggi mi sento fottutamente bene.
Gli amici servono a questo mi sa.
Solo dovrebbero svenire più spesso.
.
.
ps: un bacio dove vi va, splendida Bibi, splendida Alice.

sabato 12 aprile 2008

Figassassina


Ho svaccato.

E l’Aids mi fa una paura fottuta. Non per via della morte, ché di quella non me ne frega un cazzo, e nemmeno per la specie che mi ha fatto Tom Hanks in Philadelphia. Il fatto è che se anche non ho paura di morire sono troppo vigliacco per suicidarmi prima di perdere i capelli, i denti o l’erezione. Eppoi dicono che chi ha l’Aids può morire persino di raffreddore: ve l’immaginate la figura di merda se muoio per un raffreddore? (Di che cosa è morto Ray? Non lo so: ha starnutito e poi ha chiuso gli occhi) No, no. Se proprio devo, voglio morire in battaglia. Magari durante l’orgasmo: passare da un paradiso all’altro, tipo.

Uso le precauzioni, tutte quelle esistenti tranne ovviamente la castità e la vasectomia, epperò se una ha fatto i test per l’HIV e si è portata dietro il certificato allora faccio a meno del cappuccio (ma non rinuncio per questo al coito interrotto, ché il facial mi fa impazzire).
Ché uno con una malattia degenerativa che li campa a fare gli ultimi giorni della sua vita! E uno che sa che settimana dopo settimana un nuovo cesso di grana gli infiammerà l’esistenza non pensa al suicidio?!
Io ci penserei, se mi pigliassi l’Aids.
O perdessi un braccio, un’anca o – DIONONVOGLIAMAI! – il cazzo.
No, in casi del genere ci vorrebbe il suicidio.
Ci starebbe.
Ci penserei eccome se ci penserei ma, dicevo, sono un cazzodivigliacco e non ci riuscirei. E non per me, ma per tutti quei pensieri che ti vengono prima di fare un gesto del genere. Io non credo in Dio, in nessun dio pallonaro possibile, ma so che alla fine della vita uno si caga sotto. O meglio, alla fine innaturale della vita. Ché se muoio di vecchiaia ‘sti cazzi: mi sono goduto settant’anni o più di scopereccio e tanti saluti. Ma se muoio oggi, o se muoio domani?
Fanculo di una vacca troia se non me la faccio addosso.

Poi, sai, tu puoi essere duro quanto figa vuoi ma, eccheccazzo: suicidarsi è una cosa grossa. Una decisione importante. Ti viene il dubbio, tipo, se lo faccio e poi scopro che l’inferno esiste?
(se non altro le troie starebbero lì ad aspettarmi a gambe aperte…)
Più che altro però è il gesto. È la cazzo di storia del premere il grilletto, piantarsi un coltello nella gola, tagliarsi le vene… Il dolore. La vita che ti abbandona lentamente come svenire ma più… definitivo.
No, non è neanche questo.
Forse è che se mi piglio l’Aids poi potrebbero non lasciarmelo fare, uccidermi dico.
Cazzo di eutanasia ancora è un reato.
Potrebbero capire che voglio farlo e mettermi la camicia di forza, tenermi sotto controllo, rinchiudermi in una stanza asettica a ingurgitare minestrina con una cannuccia di carta biodegradabile e…
Sto impazzendo.
Stasera doppia razione di prozac e lunedì mattina test del HIV.

Gente, questa è stata una settimana dimmerda. E tutto per un cazzo di preservativo bucato. Tutto per una troia conosciuta a una mostra di Renoir. Tutto per questa cazzo di posizione nuova con cui ero in fissa da un po’.
Tutto perché, proprio: non riesco a dir di no alla bernarna.

sabato 5 aprile 2008

Stimoli senza risposta - ovvero - Uno Turbo i.e.


Non mi dispiace masturbarmi con la gente che mi guarda. O meglio non mi dispiacerebbe se non fosse un reato (dannata legislazione: e quell’altra lesbicona della Merlin, poi, lasciamo perdere). Però, insomma, nonostante io sia un esibizionista del cazzo oggi mi ha dato un po’ fastidio quel merdoso muso nero alla finestra. La finestrella del bagno, piccola, spalancata sì, ma comunque una finestra privata di un cazzo di bagno privato.
.
Mi masturbo spesso, sapete, ma oggi è stato quasi un dovere visto che mi sono strusciato per tutto il pomeriggio con una zoccola ipertesa che, avendo il marchese e il culo chiuso a tre mandate, mi ha depresso persino gli spermatozoi. Una cosa da far male alle palle per anni. Ecco perché in casi come questi ringrazio il cielo per avere creato santo second life. C’è un posto che si chiama… cazzo non mi ricordo come si chiama, ma lo trovate in testa alla lista se cercate FREE SEX. Questo posto, beh, ci andate voi e il vostro avatar… Io me ne sono fatto uno spettacoloso che non mi somiglia per niente se non per quella vogliosa espressione da porco che ci ha stampata in faccia… sono io insomma, in pelle e pixel. E cazzo, ovviamente. Dicevo, vado in questo club, mi levo gli abiti e accendo cuffie e microfono, e faccio un po’ di virtual sex con un troione che a vederlo sul monitor ci ha due tette da fare invidia a una coppa del mondo ma che sono sicuro dal vivo farà schifo al culo. Anche se su internet quello che conta è la voce e come la sai menare: mi fa venire duro l’uccello in dieci minuti come nemmeno in quattro ore di pompe quella cagacazzi della mestruata.

Corro in bagno, nel mondo reale dico, lasciando il pc acceso e la bruttona finto-troione ad ansimare con il mio avatar automaticamente pilotato (santa funzione, quella!) e strozzo solo un paio di volte il collo che con la coda dell’occhio mi vedo sto marocchino affacciato alla finestra. Abortisco uno schioppo che me lo sento ancora nello stomaco (ed il male alle palle che ve lo racconto a fare) e senza nemmeno abbottonarmi i pantaloni vado fuori con il manico del mocio vileda in mano.

Se lo beccavo quel negro di merda lo pestavo a sangue fino a farlo ritornare bianco per dissanguamento.

Non potete capire come sono costretto a stare seduto adesso. Con un pacco di ghiaccio dentro ai boxer (ringraziando la Bibi per il tempestivo suggerimento) e nemmeno il sogno di andare a svuotare i serbatoi per un dolore breve e liberatorio quanto volete ma intenso quanto un palo di ghiaccio infilato su per il culo.Ora dovrei denunciare quel maniaco e ricchione ma non so come descriverglielo alla sbirraglia. Che posso andare in caserma e annunciare che, ehi, uno con la faccia nera mi ha rovinato la festa?! L’identikit saprebbe farlo anche mia nipote senza averlo visto. E senza saper disegnare.

Tra un po’, comunque, scendo al pubbino quassotto con il mio amico Uno Turbo i.e., un marocchino, pure lui, ma un marocchino di quelli bianchi dentro. Un socio, ormai. E gli racconto tutto, chissà che non mi aiuti a trovarlo quel pervertito. Prima però ve lo suono con tutto il cuore, l’inno di Mameli, e vado a farmi due uova, sapete, per riprendere un po’ di forza, sperando iddio che stasera mi si calmi il dolore e qualche anima buona mi si lasci inculare fino a liberarmi di questo peso.

Buone fottute a tutti,
Ray

Ps: aggiornamento delle 0.58: Uno Turbo i.e. s’è incazzato per il mio presunto linguaggio razzista ed ha minacciato di incularmi lui se non correggo il post e chiedo scusa alla comunità negra, oops nera… d’Italia. Ok, scusa chiedo scusa, ma UNO non correggo un cazzo di niente e DUE non è un linguaggio razzista perché io non sono razzista e se uno è indubbiamente nero non vedo perché io non debba definirlo tale.
Ad ogni modo, sappiate, la migliore scopata della mia vita l’ho consumata con una afroromana di cui, per correttezza, non cito la macchina altrimenti la riconoscerebbero in tanti. Lei, tuttavia, sappia che una sborrata copiosa come quella non l’ho più bissata: se leggi questo messaggio, mia dolce perla nera, sappi che ancora ti amiamo, io e il mio socio quaggiù. E se torni non ti sposo sicuro ma ti prometto che ci penso.