Pasqua. Festa. Tutti buoni, felici, tirati. Tutti buffoni che mettono su la giacca migliore, la gonna più fica, la pettinatura alla moda. Infelici, dico io. Buffoni, infelici ed ipocriti del cazzo. Bacetti, strette di mano ed auguri “mi raccomando anche a casa”.
Ma vaffanculo, cazzoni rottinculo.
Il bonsai infilatevelo su per il retto a ripulirvi l’intestino dai vermi. Idioti.
Mi state sulle palle tutti, sapete, quando vi piazzate davanti con quel sorriso beone come se Pasqua o Natale fossero la passera più bagnata che avete mai visto leccato. Sorriso a trentadue denti e occhioni dolci da ricchione carente d’affetto. Cerco di smarcarmi ma mi seguite, intercettate, vi scambiate informazioni del tipo l’ho visto andare di là, stava scendendo le scale, è appena entrato nel bar lì di fronte. Spioni dimmerda. Vi odio. E poi vi devo dire: grazie, anche a te, sì, salutami i tuoi, la ragazza, la nonna, quella troia di tua sorella…
Pasqua. E Natale. E Capodanno. Sono quei giorni in cui me ne starei volentieri a casa a dormire ed a spaccarmi di pugnette davanti ad un film di lesbiche. Niente cazzi per una volta: solo il mio. E litri e litri di sperma fino a svenire e riprendere i sensi che è già martedì, ch’è già Santo Stefano, ch’è già un altr’anno merdoso.
Stamattina esco perché devo comprare le paste. Sono un mantenuto, ricordate, quindi devo guadagnarmi il mantenimento. Cerco di non prendere quelle vie più frequentate dalla gente che mi conosce ma con il lavoro che faccio mi riconoscono ovunque, almeno nella zona, ed appena giro l’angolo ecco Yaris-due, bianchissimo, sbronzato come un cammello gonfio d’acqua e tutto imbellettato che nemmeno i brufoloni si vedono più. Dico: stronzo, che fai. E lui nemmeno mi risponde: subito mi mette le mani attorno al collo e mi bacia, buona pasqua, bacio bacio, frocio frocio. E io a questo qua gli voglio pure bene, ché è un mio amico del cazzo, un socio anzi, ma quando fa la checca gli spingerei su per il culo tutto un aspirapolvere per poi risucchiargli via l’anima checca che gli hanno rifilato trent’anni fa. Mi smarco, con la scusa che ho fretta, e dribblo Seicento Edizione Centenario con una stronzata del tipo, ehi, ciao bello, sei ancora qui tra mezzora, mo torno. Davanti alla pasticceria però mi aspetta Squab, l’unico essere umano capace di andare in giro alla sua età su quella vomitevole imitazione di un motorino. Sua sorella però ha una bella quinta, perciò gli lavo un po’ la faccia e ricevo gli auguri, rilanciandoli a lui ed alla fregna della sorellina. Poi baciami il culo e me ne vado.
Il pranzo: due coglioni grandi come lampioni e pronti a esplodere su un giornalino qualsiasi. Mi chiudo in bagno due minuti con Panorama, un vecchio numero, con questa ficona in copertina di cui ignoro il nome e del cui nome, a dire il vero, non me ne frega una mazza. Dopo una trentina di colpi ed un’unica, immensa eiaculazione, il giornale è buono solo da buttare.
Ho dormito per tutto il pomeriggio, mi sono alzato per cacare e poi di nuovo a letto. Ora sto qui a scrivere uno stramaledettissimo secondo post che, non ho voglia di rileggerlo ma, lo so, farà schifo al cazzo.
Ad ogni modo, buona pasquetta scopereccia a tutti voi.
Ray


5 commenti:
ummm........
io li ho eliminati alla radice.
tutte le persone che mi conoscono sanno che sono stronza e che al loro "Buona Pasqua" può corrispondere un mio "Buon fine settimana" o peggio "Che palle non mi interessa", quindi niente falsità, posso permettermelo.
Tu se li odi così tanto dovresti fare qualcosa invece di bestemmiare e basta.
I coglioni li hai, tirali fuori, non solo sul blog [che qui è facile, siamo belli tranquilli nelle nostre casette calde con la birra in frigo e il riscaldamento acceso]. Ti assicuro che non è poi così difficile, e dopo ti senti ben meglio, che non devi più fare la faccina gentile apposta.
:))
con assoluta simpatia pellifera, ovviamente :)
Bibi
cara la bibi sapessi il lavoro che faccio capiresti un po' di più quanto è difficile per me andare in giro col pisello al vento. Il blog non è una forma di anonimato, un comodo rifugio per timidi ipocriti, è solo la vita reale di un'anima merdosa come la mia. Preferisco gocare al dottor jeckill che farmi mettere sotto come mister hide: tanta più sarà la gente a cui mostrerò entrambe le facce della medaglia, tanto meno successo avranno i miei affari.
Cara ficona d'una Bibi, un giorno e un post forse non troppo lontani meglio capirai, e mi comprenderai. Altrimenti, con assoluta simpatia scopereccia, credo andrò avanti lo stesso.
Ti bacio dove vuoi,
Ray
BUAHAHAHAHAHA!!!!!!!!!!!
splendido il tuo commento Ray :))
Bibi
Caro Ray concordo sulla piena inutilità dell'ipocritissimo clima delle feste consacrate.
Addirittura la mattina di pasqua mi è arrivato un sms con scritto "Auguri di buona pasqua a te e a tutta la tua famiglia, spero tu possa trascorrerla bene nonostante la pioggia". Ma che cazzo è la pasqua? Tutti felici nemmeno piovessero soldi dal cielo come in una vicenda biblica.
Vabbè taglio corto semmai poi mi dilungo in offese a sfondo religioso.
Devi considerarti onorato perché in questa due giorni pasqua-pasquetta mi sono ispirato alle tue parole "...starei volentieri a casa a dormire ed a spaccarmi di pugnette davanti ad un film di lesbiche..." e ho passato la totalità delle ore pomeridiane rinchiuso in casa evitando i soliti sermoni festanti di parenti e conoscenti.
Alla prossima,
Gio
(incuriosito dal carisma andrò a spiare il blog della bibi, vedremo un po' se merita attenzione)
Cazzo se merita, La Bibi.
E non solo perché è una strafica.
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